L’Unità d’italia

Dopo la repressione dei moti liberali e democratici, l’Italia ritorna sotto i regimi che l’avevano governata negli anni della Restaurazione. Vediamo stato per stato la situazione. Il Regno di Sardegna non aveva alcun legame con l’Austria e poi aveva mantenuto la Costituzione, cioè lo Statuto Albertino, concesso da Carlo Alberto nel 1848, che contemplava alcune tutele per il cittadino come l’esistenza del Parlamento, il diritto di voto, la libertà di stampa e di pensiero, seppure limitate. Per questo motivo il Piemonte diventa punto di riferimento dei tanti liberali italiani che ritenevano intollerabile la presenza straniera in Italia. A Carlo Alberto era succeduto Vittorio Emanuele II perché il primo si era dimesso dopo la sconfitta contro gli Austriaci. Il Lombardo-Veneto era appetito dall’Austria, in quanto regione molto ricca e fertile. Dopo la prima guerra d’indipendenza, il governo austriaco si fece ancora più repressivo. Anche il Ducato di Parma e Piacenza era di fatto un dominio austriaco, in quanto regnava un principe asburgico. Il Ducato di Modena e Reggio era allo stesso modo controllato dagli Austriaci. Nel Granducato di Toscana non si attuava alcuna forma di repressione, però Leopoldo II era uno strettissimo parente dell’imperatore d’Austria e quindi di fatto era questa nazione che ivi comandava. Lo Stato pontificio era totalmente ostile a ogni forma di rinnovamento e lo stesso dicasi del Regno delle Due Sicilie. In Piemonte diventa primo ministro Cavour, un convinto liberale,  che modernizza fortemente il Paese e lo fa uscire dall’isolamento politico. Il Regno di Sardegna quindi diventa modello di riferimento per i patrioti italiani di orientamento moderato. Intanto i democratici sperano sempre nell’indipendenza e nella repubblica attraverso sollevazioni popolari. Ma queste insurrezioni, organizzate da Mazzini e Pisacane, falliscono tutte miseramente. Anche il federalismo di Cattaneo non ottiene un adeguato seguito. Cavour riesce ad ottenere un’alleanza con la Francia di Napoleone III. Con un’abile mossa strategica, Cavour indusse gli Austriaci a scendere in guerra. con l’appoggio dei Francesi, riusciamo a sconfiggere gli Austriaci e a conquistare la Lombardia. Toscana ed Emilia insorgono e decidono di unirsi al Piemonte. Nel 1860, con la famosa spedizione dei Mille, Garibaldi sbarca in Sicilia e fa insorgere il popolo. I Borboni vengono sconfitti ripetute volte e così automaticamente il Regno delle Due Sicilie viene annesso al Piemonte. Cavour e Vittorio Emanuele II hanno paura che Garibaldi voglia proseguire e cacciare via da Roma il Papa. Ciò avrebbe comportato non pochi problemi politici con la Francia, essendo quest’ultima fidata alleata del Papa. Vittorio Emanuele II così scende nel meridione ed incontra Garibaldi a Teano. L’eroe dei due mondi lealmente risponde “Obbedisco” e consegna il Regno conquistato al re. Intanto le speranze dei contadini di ricevere un po’ di terra dai padroni andarono fortemente deluse. Finalmente a Torino il 17 marzo 1861 viene proclamata l’Unità d’Italia. Però essa lascia ancora aperti gravi problemi come l’unificazione territoriale (mancano all’appello ancora il Veneto, Roma e il Lazio), amministrativa, legislativa e culturale del Paese. 

L’Unità d’italiaultima modifica: 2013-10-23T10:17:07+02:00da noi888
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